Intervista al presidente

Figlio d’arte, pasticcere e cioccolatiere, sin da bambino Federico Anzellotti è attratto dal mondo del dolce nel quale entra giovanissimo grazie agli studi alberghieri. Da subito il percorso formativo si articola tra le più prestigiose scuole di pasticceria dove segue corsi di perfezionamento con i migliori maestri a livello nazionale e internazionale. Nel 1998 rileva l’azienda dei genitori, Dolci & Sensazioni, dandole una nuova veste ed allargando la produzione a tutti i prodotti dolciari, cioccolateria compresa. Proprio quest’ultima assume un aspetto trainante sia nella produzione della pasticceria che negli eventi esterni e collaterali di cui è organizzatore. Titolare dell’enoteca “Sensi di… Vini” e dell’azienda di catering “Wedding Village”, Federico entra a pieno titolo nella grande famiglia Conpait – Confederazione Pasticceri Italiani – nel 2000 con la nomina di delegato regionale; diviene vice presidente nel 2004 e, dal 2006, ricopre la carica di presidente nazionale. Una carica importante, che lo coinvolge pienamente e che lo vede in prima linea per far crescere no solo l’associazione ma tutto il comparto, così come si racconta in questa intervista

Cosa significa ricoprire la carica di Presidente?

Un grande onore con tanti oneri. Non è una poltrona, non ha indennizzi e spesso neanche rimborsi, ma lavorare per la crescita del settore ripaga dei tanti sacrifici, delle tante notti insonni e delle numerose assenze dall’azienda e dalla famiglia.

Alla carriera di pasticcere hai affiancato per diversi anni quella politica: quali cariche hai ricoperto?

Nel giugno 1999, a soli 22 anni, vengo eletto consigliere comunale, il più giovane consigliere di tutti i comuni dell’Abruzzo, con presidenza della commissione dell’esame dei regolamenti e delega al turismo, sport, commercio e lavori pubblici per i settori d’interesse. Assunta la carica di referente del partito Ccd, confluito poi nell’Udc, nel 2001 vengo nominato giovane dirigente nazionale da Pier Ferdinando Casini, lo stesso che fa ricevere alla Conpait le medaglie del Presidente della Repubblica. Dal 2002 al 2009 ricopro la carica di assessore e, proprio in quest’ultimo anno, transito nel Pdl, dove rimango fino al giugno 2014, momento in cui decido di lasciare la vita politica attiva.

Quanto conta questo trascorso politico nel tuo essere pasticcere e presidente Conpait?

Non nego che il mio trascorso politico mi aiuti molto sia nel rapporto con le istituzioni che nei meccanismi prettamente politici: dalla formulazione di una proposta di delibera o di legge ai vari regolamenti e sistemi. Il mio essere pasticcere ed imprenditore nel settore mi aiuta a capire e a trasmettere le tante problematiche che oggi ci troviamo ad affrontare. Mettere ancora le mani in pasta, gestire un’azienda di pasticceria sono elementi fondamentali per una buona presidenza: se mancano questi requisiti si diventa presidente per professione e, non conoscendo e vivendo le vere problematiche, si rischia di fare gli interessi dell’associazione e non degli associati. L’associazionismo non è e non deve essere un posto pubblico mancato, il ripiego di un’azienda propria chiusa, ma l’espressione massima degli imprenditori che operano giornalmente mettendosi a disposizione del settore ed affrontando problematiche ogni giorno diverse. Il tutto rivolto ad evoluzione e modernità il linea con il mercato mondiale.

Cosa rappresenta e cosa dovrebbe rappresentare al giorno d’oggi l’Associazione di categoria?

Oggi l’associazionismo diretto da persone competenti non è solo una forza bensì un’opportunità che consente l’abbattimento dei costi d’acquisto, una maggiore visibilità, la possibilità di far sentire la propria voce nelle sedi istituzionali nonché il consolidamento del brand Made in Italy nel mondo.

Quali sono gli obiettivi odierni dell’Associazione?

  1. Formazione, da quella di base a quella per i maestri, passando dai corsi di specializzazione
  2. Abbattimento dei costi d’acquisto delle materie prime, delle attrezzature e dei servizi attraverso convenzioni con le aziende
  3. Maggiori rapporti con le istituzioni per la tutela del settore, come:
    • accesso al credito garantito dalla cassa deposito e prestiti, banche più disponibili e meno costose in linea con i tassi applicati dalla BCE
    • rivedere con estrema urgenza il coefficiente variabile della TARI che vede le pasticcerie penalizzate in quanto settore più vessato
    • rivedere la legge su stage e tirocini formativi, allargando la stessa anche per i corsi privati svolti da noi. Togliere il limite d’età in quanto i nuovi “svantaggiati” sono quelli dai 40 ai 55 anni che devono reintegrarsi nel mondo del lavoro. Dare, inoltre, la possibilità di un accordo unico con l’Inail nazionale che preveda anche la domenica
    • creare una classe di concorso per gli insegnanti di pasticceria in quegli istituti che decidono di attivare il rilascio della qualifica di arte bianca
    • prevedere degli anni di praticantato o degli studi specifici prima dell’apertura di una pasticceria
    • normativa certa sugli abbattimenti dei fumi e altre normative inerenti aperture o spazi all’interno dei laboratori. Non è possibile che due Asl o due comuni confinanti interpretino la normativa in due modi diversi. La certezza della norma è un elemento essenziale per chi vuole fare impresa come la certezza dei tributi. È assurdo che oggi l’imprenditore non sappia esattamente quanto pagare e che incidenza i tributi hanno sul costo del prodotto
    • rivedere in parametri del calo di peso: ad oggi non è tenuto in considerazione dall’agenzia delle entrate
    • normativa speciale per le etichettature e la tenuta dei registri Haccp, tracciabilità e rintracciabilità per le aziende con meno di 3 o 5 dipendenti
    • riconoscimento del percorso formativo obbligatorio di base con accordo nazionale
    • controlli a tappeto sul lavoro a nero: secondo nostre stime in Italia circa 18.000 persone producono e vendono prodotti di pasticceria in nero, senza avere alcuna autorizzazione e generando la cosiddetta concorrenza sleale

Qual è la situazione del comparto in Italia e come l’Associazione si inserisce al suo interno?

Il comparto pasticceria in Italia è diviso, stanco e a rimorchio della ristorazione. Oggi più che mai è importante l’associazionismo in quanto unico motore per crescita, unità e vero salto di qualità. Bisogna finire di abbattere i campanilismi personali, guardare oltre: in un mercato di globalizzazione non si può avere una visione solitaria, bisogna attivare una sinergia per un gioco di squadra vincente. La pasticceria italiana ha tutte le carte in tavola per essere al vertice delle eccellenze dolciarie mondiali ma la tradizione non basta: ci vogliono formazione, marketing, e competenze che, solo in unione, si possono raggiungere.

 

Formazione, aggiornamento, confronto, studio, eventi, concorsi: il tutto declinato sia per i più giovani che per i simpatizzanti ed professionisti. Come si riesce a conciliare un’offerta che soddisfi tutti e che porti avanti un discorso di professionalità assoluta?

L’offerta è varia, come vari sono gli ingredienti di un buon dolce: solo con la giusta professionalità e competenza si riescono ad accontentare tutti i palati. I giovani sono il nostro futuro, l’entusiasmo; i professionisti sono il nostro presente, la tradizione; e i simpatizzanti, che preferisco chiamare gli appassionati, sono coloro che vedono la pasticceria con occhi diversi, meno stanchi e con amore, audaci e intraprendenti. Tutto ciò fa sì che la nostra associazione sia bella con le sue diverse sfaccettature: io la chiamo la grande famiglia Conpait che, come ogni famiglia che si rispetti, è unica nella sua diversità.

Cosa contraddistingue Conpait?

Essere un’associazione di imprenditori del settore per il settore, un’associazione che svolge un’azione complementare a 360 gradi come sopra esposto.

Progetti futuri?

Continuare su questo programma e rafforzare sempre più il settore che merita una maggiore considerazione sia dalle istituzioni che dal mondo enogastronomico. La pasticceria oggi è uno dei pochi settori che esporta un brand vincente e crea occupazione: per questo è necessario tutelarla.